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Hanno detto di noi

HANNO DETTO DI NOI

mercoledì, 27 febbraio 2008
Negli ultimi anni si è registrata una crescita fortissima dei movimenti evangelici e pentecostali in Brasile, negli Stati Uniti ma anche in Italia. In Brasile, la maggiore congregazione evangelica è l’Assembléia de Deus, 400 mila fedeli nella sola città di San Paolo. Ma la crescita delle chiese pentecostali è impressionante in tutto il Paese: secondo i dati dell’ultimo censimento, gli evangelici sono passati dal 5,8 per cento del 1970 al 15,4 per cento del 2000 (26 milioni di persone), mentre la chiesa cattolica ha visto scendere il numero di aderenti dal 91,8 per cento al 73,8 per cento. Di quel 15,4 per cento, solo il 4,4 per cento si riferisce alle denominazioni protestanti storiche (luterani, metodisti, battisti, presbiteriani, chiesa riformata): il rimanente 11 per cento è da attribuire tutto al successo dilagante delle chiese pentecostali e neopentecostali. A San Paolo, dal 1991 al 2005, se i protestanti storici hanno registrato un timido aumento a fronte dei cattolici, che hanno perso quasi un decimo dei fedeli, i pentecostali hanno più che raddoppiato la loro presenza, passando dal 5,14 al 14,08 per cento. Ma negli ultimi anni il Brasile è anche diventato il primo produttore al mondo di Bibbie, con 9,5 milioni di esemplari stampati nel 2004, per un fatturato di oltre 100 milioni di reais (più di 35 milioni di euro). La fetta più grossa di questo mercato se la aggiudicano gli editori evangelici, prima fra tutte la Sociedade Biblica do Brasil, che stampa più di dieci esemplari al minuto ed esporta in 15 Paesi. Dati che fanno gridare al miracolo gli istituti di ricerca evangelici: il Sepal (Servizio di evangelizzazione per l’America Latina), per esempio, sostiene che negli ultimi 30 anni queste chiese sono cresciute due volte più rapidamente della popolazione e, se si mantiene questo ritmo, nel 2022 la metà del Paese pregherà in un tempio evangelico. Se Dio è brasiliano, come si dice, allora forse Dio è pentecostale. I Pentecostali sono, di fatto, protestanti, quindi non possono che partire dalla Bibbia presa alla lettera. Il testo è ispirato da Dio e non si può sezionare a piacimento: da qui il richiamo a una vita morale severa (no all’alcool, alla droga e al fumo, vietati i rapporti sessuali prematrimoniali), la condanna dell’omosessualità, il timore dell’inferno, l’appello continuo alla conversione. Ma la vera impennata del fenomeno evangelicale risale a circa 25 anni fa, con la nascita di nuove chiese dotate di una straordinaria forza di penetrazione tra le quali la Igreja Universal do Reino de Deus, fondata da Edir Macedo nel 1977. Ispiratore anche del canale TV Record, al terzo posto fra i più seguiti nel Paese. José Rodrigues Silva, pastore dell’Igreja Internacional da Graça de Deus, nata poco più di 20 anni fa, ribadisce che «la chiesa è là dove ci sono gli esclusi, pronta a dare soccorso a chi è malato o ha perso l’autostima». È un fatto che i neopentecostali si concentrano proprio nel cuore dei quartieri più poveri delle metropoli, dove le chiese cattoliche o protestanti non sono riuscite ad arrivare, dimostrandosi incapaci di accompagnare l’esplosione demografica degli ultimi 50 anni. La chiesa cattolica non ha la stessa agilità, è evidente: per formare un ministro pentecostale bastano quattro mesi, mentre un sacerdote deve studiare quattro anni di filosofia e quattro di teologia. Sarà che anche la politica sembra una plausibile dimora per il demonio, ma molti evangelici non la disdegnano affatto. Si candidano, facendo leva sul loro carisma di predicatori ben amplificato dai media di loro proprietà, o si limitano a fare da collettori di voti per un partito. Nelle chiese evangeliche grande spazio ha la donna, e predica, a dispetto del biblicismo: nella Igreja do Evangelho Quadrangolar, per esempio, quasi la metà dei pastori sono donne, e questo succede anche nelle chiese di nuova formazione, come la Igreja da Graça o la Universal do Reino. Se oggi nessuno sostiene più che il pentecostalismo sia stato inventato a tavolino dalla destra nordamericana per contrastare la teologia della liberazione in America Latina, è indubbio che restano alcune dissonanze. Una ricerca dice che nella sola Rio de Janeiro ogni giorno nasce una nuova comunità evangelica. In quale storia teologica si riconosce? Cosa predica? Quale sarà il suo impatto sulla vita di uomini e donne? Nessuno, a quanto sembra, sa dirlo con certezza. La chiesa cattolica ha un problema in più. E ce l’ha anche negli Stati Uniti. Dove i cattolici sono circa il 25% dell’intera popolazione, sessanta milioni. La Chiesa di Roma ha meno presa della Chiesa protestante, in calo vistoso (dal 31,4% al 23,9%) con un tasso di abbandono del 7,5%: il più alto fra le grandi religioni. Il protestantesimo tocca il 51%. Ben distanziate le comunità mormoni, ebree, musulmane. Il 26% evangelico degli americani ha un grande peso elettorale. Molto deriva dal carattere ispanico e latino delle chiese, preoccupa però che il 10% almeno degli americani possa oggi definirsi ex cattolico. In Italia, le chiese evangeliche possono dividersi grosso modo in due gruppi: le cosiddette “Chiese storiche”, che risalgono al periodo della Riforma fino all’Ottocento e le più recenti Chiese dell’area “evangelical” o “evangelico-conservatrice”. In realtà la distinzione fra i due gruppi è piuttosto fluida. Da un lato, infatti, le Chiese storiche hanno subito influenze di teologie di tipo “risvegliato”; dall’altro, per molte Chiese di area “evangelical”, l’applicazione dell’aggettivo “conservatore” è quanto meno discutibile. Se le chiese storiche sono mediamente più aperte al movimento ecumenico, la realtà degli “evangelical” è quella di Chiese giovani, vive e in movimento; alcune di esse fanno parte della Federazione delle Chiese evangeliche italiane. A Milano gli evangelici hanno aperto un “pub” confessionale in Brera, a Brescia la tv TBNE i cui pastori di riferimento sono gli amatissimi Chuck e Nora. I punti di forza sono le Chiese Universali, le Assemblee di Dio, il Ministero Sabaoth, Chiesa Ravvivamento della Fede. Quest'ultima ha già "sconfinato" in Svizzera. Anche in questi casi, la dottrina base è ovviamente quella della Bibbia: unica autorità in materia di "verità di fede" (Giovanni 17:17 e Galati 1:9). Il fondamento è in Cristo Gesù (Atti 4:11-12) che è capo della Chiesa (Efesini 1:22), unico "Signore e Salvatore" (Romani 10:9, Atti 4:12), unico mediatore tra Dio e gli uomini (I Timoteo 2:5) ed è Lui che ci ha fatti re e sacerdoti per il nostro Dio (Apocalisse 5:10). La salvezza è per grazia e non per opere (Efesini 2:7-8). Lo Spirito Santo che ha avuto una azione preminente nella fondazione della chiesa (Giovanni 15:26-27) è guida (Romani 8:14, Giovanni 16:13) e ci trasforma a immagine di Gesù (II Corinzi 3:18). Le diverse chiese sono caratterizzate da varie forme di "governo" e da particolari strutture. La preghiera è molto intensa e, nella maggior parte delle chiese, è basata su espressioni spontanee di ringraziamento, lode, adorazione e intercessione, generalmente accompagnate anche da manifestazioni fisiche (braccia alzate - danza) (I Timoteo 2:8). Nelle chiese di tipo "pentecostale", ha grande importanza la preghiera in "spirito" (glossolalia) e la manifestazione dei carismi (I Corinzi 12:1-10). Tutte le chiese evangeliche praticano un continuo studio della Bibbia e hanno come scopo principale l'evangelizzazione, per diffondere nel mondo la Parola di Dio.